vincenzo nibali giro 2016

Bahrain-Merida, un deficit tecnologico mette a rischio il Giro d’Italia 2017?

C’è un problema imprevisto sulla strada del team Bahrain-Merida che punta a portare Vincenzo Nibali a bissare il trionfo 2016 al Giro d’Italia. Questo problema si chiama tecnologia.

La tecnologia, come sappiamo, è ormai fondamentale nel ciclismo: al di là delle ruote elettromagnetiche (pure attivabili da remoto..), che per il momento restano solo una suggestione dato che in corsa non sono praticamente mai state trovate, oggi la bici è un piccolo scrigno di elettronica evolutissima.

Dal contachilometri, che si è trasformato in GPS cardiofrequenzimetro e quant’altro, al cambio – che ormai è elettronico per tutti i ciclisti top – fino ad arrivare al discusso SRM che sembra telecomandare Froome, c’è di tutto. Il problema, semmai, arriva quando tutto questo si inceppa.

E’ successo a Vincenzo Nibali nella cronometro del Sagrantino, chiusa nonostante tutto al 6° posto recuperando quasi un minuto a Quintana in classifica generale: il suo SRM, PC7, è andato in tilt probabilmente per un’interferenza della moto RAI, e il messinese è rimasto con solo la velocità visualizzata. Non il massimo quando si corre contro il tempo e ogni riferimento è vitale per prendere il ritmo.

Nibali ha minimizzato: “Sapevo che la frequenza di pedalata era buona perché me lo diceva Paolo (Slongo, il direttore sportivo, ndr) dall’ammiraglia, in più mi sentivo bene, ho fatto una buona cronometro“.

Tutto vero, ma avere i valori della potenza sul computerino non avrebbe guastato, e forse avrebbe potuto dargli un’ulteriore marcia in più permettendogli di limare qualche altro secondo.

Slongo ha spiegato che la scelta di PC7 è stata dovuta al bisogno di “infilarlo” tra le protesi: essendo più piccolo rispetto al più evoluto PC8, lì ci stava proprio bene. Ma se Nibali dovesse optare per le stesse misure della bici anche nella crono finale da Monza a Milano bisognerebbe studiare un’alternativa, anche perché la tappa potrebbe essere decisiva.

Il guaio tecnologico di Nibali ci ha fatto tornare in mente un altro episodio recente, capitato al team Bahrain-Merida: nella tappa di Messina, Pibernik ha tagliato il traguardo a braccia alzate con un giro d’anticipo, convinto di avere vinto, perché “la radio non prendeva”.

Sarà meglio che i tecnici del team adottino qualche contromisura, perché altri blackout nelle fasi cruciali della corsa potrebbero compromettere tutti gli sforzi fatti per vincere il Giro d’Italia 2017.

One comment

  1. BONJOUR JE NE PENSE PAS QU UN PROBLEME DE CE GENRE EMPECHERA NIBALI DE GAGNER LE GIRO….UN COUREUR DE CE NIVEAU SAIT S IL EST CAPABLE D ACCELERER OU PAS MAINTENANT UNE INFORMATION SUR LA FREQUENCE DE PEDALAGE PEUT L AIDER A MAINTENIR CETTE CADENCE….

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.