Quanto dura una squalifica per EPO? Il caso Appollonio ce lo ricorda

Premetto: amo il ciclismo, e proprio per questo tendo a credere più alle confessioni di Danilo Di Luca (il doping? Lo fanno tutti e il sistema ti spinge a usarlo) che alla versione – favolistica? Secondo me sì – di chi ci racconta che oggi i corridori sono puliti, i “furbi” vengono trovati, bla bla bla.

Ecco perché qui si parla spesso di doping: non per gettare fango, ma al contrario per raccontare di tutte quelle volte in cui il sistema di controllo funziona e ci permette di assistere a corse il più possibile credibili – o per cercare di smascherare quelli che corrono fuori dalle regole.

La strada che porta a un ciclismo davvero pulito passa necessariamente attraverso momenti anche dolorosi come questi.

Dopodiché, e a questo proposito, la storia di Davide Appollonio ci serve per ricordare che dal 1 gennaio 2015 i ciclisti positivi all’EPO si beccano 4 anni di squalifica e non più due come avveniva prima.

Il molisano, classe 1989, potrebbe tornare in gruppo – ammesso che trovi qualcuno disposto a ingaggiarlo – nel 2019, quando avrà 30 anni e ne saranno passati quattro (appunto) dalla positività al Giro d’Italia 2015.

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