Doping, il ciclismo si converte al transcerebrale?

Come si fa ad andare più forte di tutti gli altri in bicicletta? Con il duro allenamento e una vita da atleta, certo, ma sappiamo che c’è anche qualcuno che al talento aggiunge anche il doping per poter primeggiare. Il problema del doping è che fa male alla salute, e che (per fortuna) c’è un antidoping che di tanto in tanto riesce a smascherarlo; ma il doping di cui stiamo per parlarvi non lascia traccia: è il doping transcerebrale!

Sì, perché si dice spesso che tutta la forza di cui uno ha bisogno la può trovare nel cervello, e sicuramente in questa affermazione c’è del vero, ma quello che forse non tutti sanno è che ora, in America, sono cominciati dei veri e propri studi sugli effetti della stimolazione cerebrale anche dal punto di vista sportivo.

Ci lavora un’azienda di San Francisco, che ha coinvolto un gruppo di sportivi in un test: grazie a particolari macchinari, i medici stimolano elettricamente alcune aree del cervello e hanno dimostrato che, in alcune specialità (come il trampolino con gli sci) questa stimolazione riduce il livello di stress e di fatica, aiutando ad andare oltre il limite.

I risultati sono entusiasmanti: le capacità di coordinazione degli atleti sottoposti al test sono aumentate di più del 70%, e anche se il gruppo era piccolo (quindi poco significativo in termini statistici) pare che la strada sia ormai tracciata.

Il doping transcerebrale può avere effetti anche sui ciclisti? Certo che sì: una ricerca condotta in Inghilterra ha dimostrato che con la stimolazione della corteccia motoria, a parità di condizioni di allenamento chi è stato sottoposto al trattamento ha pedalato due minuti in più consumando le stesse energie degli altri.

Siamo solo agli albori: i macchinari per il trattamento sono ancora troppo difficilmente accessibili (AKA: costano caro) e i risultati devono essere verificati in un numero più significativo di casi. Poi, quali potrebbero essere le conseguenze?

C’è chi dice che rischiamo di avere schiere di atleti che corrono in stato semi-confusionale, guidati da un impulso elettrico anziché dalla razionalità; per contro, i sostenitori di questa pratica dicono che rispetto agli altri doping è molto meno dannosa per la salute, perché amplifica delle risposte che l’organismo è già in grado di dare da solo.

Di sicuro c’è che anche su questo doping transcerebrale è meglio non abbassare la guardia: in futuro potremmo sentirne ancora parlare..

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