No Luca, il tifoso capisce benissimo. Sarà semmai RCS Sport che..

Aprendo La Gazzetta dello Sport questa mattina mi sono imbattuto in un’editoriale di Luca Gialanella.

Firma tra le più prestigiose della Rosea per il ciclismo, Gialanella sostiene che i tifosi non capiscono la scelta di Chris Froome di non partecipare al Giro d’Italia 2019, dove pure sarebbe campione uscente (e quindi avrebbe diritto al prestigioso dorsale numero 1), per concentrarsi sulla caccia al 5° Tour de France della carriera.

Alla vista del titolo, di questo titolo

L’editoriale di Luca Gialanella su La Gazzetta dello Sport del 2 gennaio 2019

Alla vista di questo titolo, dicevo, sono trasalito.

Il vero tifoso di ciclismo secondo me non è uno sprovveduto: al massimo possono esserlo gli appassionati più tiepidi, quelli che si ricordano che c’è la bicicletta quando comincia il Giro d’Italia e poi una volta che è terminato stop, bona, aspettiamo l’anno prossimo.

Gli altri sono così attenti a questo mondo, e conoscono così bene le sue dinamiche, che non si sono certo sorpresi nell’apprendere che Froome rinuncia al Giro, peraltro dopo aver perso un Tour per aver partecipato a – e vinto – un Giro (perché, signori miei, così è andata nel 2018).

Poi, certo, Gialanella ha ragione quando dice, tra le righe, che il tifoso si innamora di un altro genere di gesta, e quindi di altri corridori. Prendi Nibali, che vince la Milano-Sanremo e poi arriva a un passo dal Tour (è stato così, non fosse per quel maledetto incidente..), e ha vinto anche il Lombardia e ha puntato più volte al Mondiale (con legittime possibilità).

Nibali esiste, e viva Dio che c’è, ma nel ciclismo moderno è un alieno più che la normalità.

La normalità, piaccia o no, si chiama Chris Froome, il ciclista iper-specializzato che punta un obiettivo e lo prepara con maniacale meticolosità per avere maggiori chance di raggiungerlo.

Per questo penso che – contrariamente a quanto afferma Gialanella – no: i tifosi capiscono benissimo la scelta del britannico. A non capirla semmai (o meglio: a non mandarla giù) sarà RCS Sport, e quindi La Gazzetta, che già a gennaio ha perso un filone di costruzione del racconto epico del suo gioiello più prezioso.

Ma il ciclismo è così pieno di grandi nomi che la trama del Giro d’Italia, sono sicuro, sarà entusiasmante anche quest’anno.

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