Alcol nel ciclismo, non è doping ma tra i ciclisti un problema c’è

Leggendo La Gazzetta dello Sport di giovedì 16 gennaio mi sono imbattuto dapprima in un titolo che mi ha incuriosito, poi in un grido d’allarme, infine nella conferma che a lanciarlo è stata una voce autorevole e non il primo cospirazionista che passa: meglio approfondire.

Il grido d’allarme riguarda l’abuso di alcol nel ciclismo: non stiamo parlando di doping, anzi spesso l’alcol toglie lucidità invece di migliorare le prestazioni (ricordatevi quando vi appartate con qualcuno/a che vi piace che alcol e sesso non vanno molto d’accordo..), ma di un fenomeno reale.

Un fenomeno che, e qui sta l’allarme, sta assumendo dimensioni sempre più grandi.

La voce che ha lanciato questo monito è quella di Massimo Besnati, medico della Nazionale professionisti: c’è da credergli, direi.

Il suo parere è stato chiesto dalla Rosea probabilmente perché c’era uno spazio di spalla da occupare: l’articolo è il classico “freddo” buono per tutte le evenienze, e spiace che il livello di approfondimento non sia particolarmente sviluppato.

In poche parole, comunque, Besnati dice molto.

Lotto-Soudal, alcol vietato ai corridori

Commentando la decisione della Lotto-Soudal, che ha vietato l’alcol ai propri corridori (a parte in occasione delle vittorie e dei compleanni), il medico dice che “limitare la libertà personale degli altri non mi piace, però [la situazione è arrivata a un punto tale che] servono decisioni drastiche”.

Fin qui siamo alle opinioni, ma poi si entra nei fatti: Besnati cita l’alcol come un problema di sicurezza per tutta la carovana, perché l’abuso da parte del personale delle squadre ha provocato anche diversi incidenti tra le ammiraglie e con gli altri mezzi di servizio.

L’alcol per i ciclisti è deleterio perché – dice Besnati – se la “botta” dopo qualche ora passa, restano comunque delle conseguenze sul fegato che impiega molto più tempo a riprendersi e a tornare alla sua piena efficienza (e finché non succede, anche le prestazioni agonistiche ne risentono).

Sonniferi e snus le altre emergenze

Emergono poi altri due argomenti su cui l’attenzione è ancora troppo bassa, molto più bassa rispetto a quello che per contro è il consumo:

  1. l’abuso di sonniferi, che qua e là qualcuno inizia a indicare come fattore all’origine di alcuni gravi incidenti in corsa,
  2. il ricorso allo snus, il tabacco da masticare che restituisce ai velocisti la lucidità e lo spunto necessari per sprintare come se fossero appena partiti anche dopo centinaia di chilometri di gara.

Peccato che la discussione si fermi lì, alla superficie, quando invece sarebbe bello vedere l’indagine andare più a fondo, per il bene dei ragazzi e della loro salute.

Ma forse di questo importa poco a tutti: conta molto di più che il circo possa essere sempre scintillante e prodigo di storie da raccontare; quale che sia il prezzo di tutto questo, poi, si vedrà.

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