santuario concesa

Naviglio Martesana: da Trezzo sull’Adda a Milano viaggiando nel tempo

  • partenza: Trezzo sull’Adda, santuario di Concesa
  • arrivo: Milano, via Melchiorre Gioia
  • distanza: 35 km
  • profilo altimetrico: pianeggiante
  • condizioni del percorso: Trezzo sull’Adda è raggiungibile con la linea 2 della metropolitana da Milano fino a Gessate: il trasporto della bici nei vagoni è consentito il sabato e nei festivi. Un tratto di circa 9 km conduce poi a Concesa di Trezzo sull’Adda passando per Masate, Basiano, Trezzano Rosa e Grezzago
  • segnaletica: ben evidenziata, specialmente in prossimità degli innesti con la rete stradale
  • paesaggio: romantico e sentimentale
  • il momento migliore: tutto l’anno, salvo i mesi più caldi; nei giorni festivi la ciclabile è molto frequentata
  • sicurezza: /

l’itinerario

E’ stata una delle prime, ed è tuttora la più frequentata pista ciclo-pedonale del Milanese.

L’Adda da Concesa si scava una via nella spessa coltre di materiali diluviali della pianura. L’incile è il punto esatto dove parte dell’acqua dell’Adda viene dirottata nel Naviglio: si trova 300 metri a nord del Santuario della Divina Maternità di Concesa, poco prima del viadotto autostradale. Seguendo il Naviglio lungo l’alzaia di sinistra si incontra il parco di villa Monasterolo, mentre sull’altra sponda s’intravvede il profilo modulare dell’ex cotonificio Crespi, da cui originò il singolare retrostante villaggio operaio ora patrimonio dell’Unesco.

Il naviglio procede parallelo all’Adda fino a Cassano: si incontrano altri ex edifici industriali, il ponte di Canonica e la grande ruota in ferro e legno di Groppello mossa dalle acque della Martesana. Alle porte di Cassano d’Adda, una decisa curva a 90 gradi indirizza il Naviglio verso Milano.

Cassano d’Adda, per le vicende storiche e per la bella evidenza del castello e della villa Borromeo, merita una breve deviazione.

Proseguendo verso la città metropolitana si incontra il paese di Inzago, con belle ville specchiate sul corso dell’acqua alternate a isolati cascinali che ricordano la vocazione agricola della pianura.

A Gorgonzola, l’antica Mutatio Argentia dei romani, il Naviglio compie una curva e si presenta dinnanzi all’imponente facciata neoclassica della chiesa parrocchiale, realizzata fra il 1806 e il 1820.

A Cernusco sul Naviglio incontriamo invece alcune importanti ville nobiliari: questo perché la villeggiatura suburbana fu un’abitudine delle famiglie benestanti milanesi.

Seguono poi i paesi di Vimodrone, Cologno Monzese, Crescenzago: abitati un tempo da poche famiglie di contadini, oggi si sono trasformati in città confuse in un solo insieme di case e fabbriche.

L’ultimo scorcio di bellezza il Naviglio lo propone all’interno di Milano, lungo viale Padova, con ville più modeste rispetto alle precedenti ma sempre adorne di lussureggianti giardini.

Altro punto caratteristico a Gorla, il ponte in pietra di via Piccoli Martiri della Libertà.

Sottopassato viale Monza si raggiunge lo scalo ferroviario di Greco: qui il Naviglio s’inabissa nel sottosuolo, l’acqua sembra attratta da un magnete verso la città.

Siamo alla Cassina dei Pom, in corrispondenza di via Melchiorre Gioia; una ciclabile urbana prosegue ora fino alla stazione ferroviaria di Porta Garibaldi.

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