naviglio grande gaggiano

Cicloturisti a Milano: il Naviglio Grande

  • partenza: la Darsena di Milano, raggiungibile con la linea 2 della metropolitana che di sabato, i festivi e per tutto il mese di agosto, consente il trasporto della bici
  • arrivo: Tornavento (frazione di Lonate Pozzolo, Varese)
  • distanza: 52 km circa
  • profilo altimetrico: percorso pianeggiante
  • condizioni del percorso: pista ciclopedonale asfaltata, unico tratto sterrato quello lungo il “Naviglio Morto” tra Nosate e Tornavento
  • segnaletica: pannelli e indicatori della ciclovia n.13
  • paesaggio: dall’hinterland milanese alla pianura agricola, fino ai boschi del Parco del Ticino.
  • il momento migliore: tutto l’anno. Meglio evitare i periodi in cui il Naviglio viene messo in ”asciutta“ (marzo/aprile e ottobre/novembre)
  • sicurezza: per quasi il 1OO% su sede propria e separata; brevissimi tratti promiscui nei centri abitati

l’itinerario

Ciclovia di grande suggestione, battuta specialmente tra Abbiategrasso e Bernate: è questo il tratto più conosciuto, grazie alla presenza di sontuose residenze di campagna della nobiltà milanese.

Per assaporare tutto il suo fascino, Vi proponiamo di percorrerla risalendo, anziché seguendo la corrente. S’inforca quindi la bici alla Darsena di Porta Ticinese, l’antico porto di Milano, si segue l’alzaia sinistra del Naviglio per scendere tra le pittoresche case di ringhiera fino alla bella chiesetta di S. Cristoforo; si varca il ponte e si continua sulla sponda destra.

Il glamour del quartiere dei Navigli si è già perso nell’anonima periferia industriale tra i comuni di Corsico, Trezzano sul Naviglio e Buccinasco.

A Gaggiano il panorama cambia con l’antico borgo agricolo che si specchia nel Naviglio con case color pastello e la facciata barocca di S. Invenzio (XVII-XVIII sec.).

La ciclovia continua fino ad Abbiategrasso, dove il Naviglio traccia un’ampia curva verso Nord.

Risalendo l’alzaia sinistra, ecco Casinetta di Lugagnano, con villa Boelco-Negri e la mole settecentesca di villa Visconti Maineri.

Pochi chilometri ed ecco Robecco. Sull’alzaia opposta sfilano prima la “Sirenella”, l’imbarcadero di villa Gromo di Ternengo, quindi l’elegante approdo di villa Gaia Gandini e le torri merlate di palazzo Archinto.

Si attraversa il Naviglio sul ponte della rotabile e si ritrova la ciclopista sulla riva destra del canale approdando a Boffalora Sopra Ticino, davanti ai portici dell’edificio che nell’Ottocento era sede della dogana tra regno di Sardegna e Lombardo-Veneto, fino ad arrivare subito a Bernate.

Ora boschi, campi coltivati, cascine, cave di ghiaia, ci accompagnano fino ad arrivare a Castelletto, che con il palazzo Clerici dall’elegante scalinata che scende all’imbarcadero, offre l’ultima testimonianza delle “case da nobile”. Il canale segna il confine orientale del Parco del Ticino.

Risalendolo lungo corrente, si giunge a Nosate, dove la chiesetta in mattoni di S. Maria in Binda offre un filare di gelsi ed una fontanella per dissetarsi. Prendendo lo sterrato (percorso E/1) che segue il Naviglio di Tinella, dopo una lunga galoppata ci si riunisce alla ciclopista tra i canali e le paratie (sopravvivenza di archeologia industriale di grande fascino) che regolano il flusso delle acque di alimentazione della centrale di Tornavento.

La pista sbocca infine all’antica presa del Naviglio: lo “sperone”, lo sbarramento che convogliava nel canale le acque del Ticino. Sullo sfondo si allunga la ferrigna sagoma del Ponte di Oleggio dove, sulla sponda del fiume, termina la ciclabile.

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