2022, la maglia gialla del Tour de France è firmata Santini

C’è un po’ d’Italia sul palco della presentazione del Tour de France 2022: il maglificio Santini di Lallio (BG) ha infatti vinto la commessa per produrre la maglia gialla – e tutte le altre maglie di leader – per i prossimi 5 anni della corsa a tappe più importante del mondo.

L’ufficialità arriverà giovedì 14 ottobre 2021 alle ore 11.30, quando Christian Prudhomme – direttore del Tour de France – toglierà il velo all’edizione numero 109 della Grande Boucle.

Santini fornisce già da qualche anno le maglie delle classifiche a La Vuelta e al Deutschland Tour, altre corse a tappe organizzate da ASO (al pari del Tour de France). Terminato il contratto che legava la maglia gialla a Le Coq Sportif, l’approdo naturale del percorso cominciato sulle strade di Spagna e Germania è sembrato estendere la collaborazione anche alla gara che si corre in Francia ogni anno a luglio.

Giro d’Italia 2022, Grande Partenza dall’Ungheria (ufficiale. O quasi…)

Il portale Hungary Today ne è certo: la Grande Partenza del Giro d’Italia 2022 sarà dall’Ungheria.

La testata fa riferimento a un’indiscrezione raccolta da Magyar Hang, secondo la quale i membri del Governo ungherese ascoltati sono convinti che manchino “solo i dettagli” prima di poter arrivare all’annuncio.

Abbiamo spedito tutta la documentazione richiesta per ospitare il via del Giro d’Italia 2022 e stiamo aspettando la risposta dall’Italia

Máriusz Révész, membro del governo ungherese

Le prime 3 tappe del Giro d’Italia 2022

L’ipotesi è di recuperare in toto tutto quanto non è stato fatto nel 2020 a causa della pandemia: in quell’edizione del Giro, infatti, la Corsa Rosa avrebbe dovuto scattare da Budapest con una cronometro individuale, poi avrebbe dovuto esserci una Budapest-Győr. La terza tappa sarebbe stata la Székesfehérvár-Nagykanizsa, con un suggestivo passaggio sulle sponde del lago Balaton.

Gli sconfitti

Qualora l’indiscrezione fosse confermata, masticherebbero amaro Praga e la Repubblica Ceca (accreditate di buone chance di ospitare la Grande Partenza 2022 del Giro d’Italia) ma anche la Slovacchia, che punta sull’entratura rappresentata da Peter Sagan per sbaragliare la concorrenza.

Quello che ormai sembra chiaro, invece, è che la Grande Partenza del Giro d’Italia nel 2022 sarà dall’estero: nel caso, sarebbe la 14esima volta.

Quanto guadagnano i ciclisti? Lo stipendio di Pogacar dal 2022 è fuori mercato

Dire quanto dura il contratto di Tadej Pogacar con la UAE Emirates non ha senso: l’accordo, lunghissimo, viene rinnovato a ogni nuovo traguardo raggiunto dal campione sloveno classe 1998, già vincitore di 2 Tour de France consecutivi.

Il lavoro del procuratore

E proprio al termine della Grande Boucle 2021 il procuratore di Pogacar, l’italiano Johnny Carera (che nella sua “scuderia” ha anche altri campioni come Vincenzo Nibali), ha strappato un nuovo prolungamento di contratto fino al 2027 compreso.

Risparmiandoci le belle parole del comunicato stampa (che verte tutto sul ruolo di Pogy e della sua faccia pulita come veicolo per far crescere il ciclismo, in particolare negli Emirati Arabi – !!!), rispondiamo alla domanda che tanti si fanno in casi del genere:

Qual è lo stipendio di Pogacar?

Lo rivela Marco Bonarrigo sul Corriere della Sera, facendo da sponda a La Gazzetta dello Sport che per prima avrebbe ottenuto informazioni al riguardo: tutto in casa RCS insomma.

6 milioni di euro per i prossimi 6 anni! Praticamente lo stipendio di Pogacar è il doppio o più, per il doppio del tempo, che hanno ottenuto tutti gli altri vari campioni del momento.

E questo è solo lo stipendio per correre con la UAE, da sommare a tutte le altre sponsorizzazioni extra: in Slovenia Pogacar è persino diventato un panino!

(se vuoi guarda l’articolo originale, ma – spoiler – non ci troverai molto di più)

Conoscere lo stipendio dei ciclisti non è mai facile: non ci sono comunicati stampa ufficiali al riguardo, lo sport è meno seguito rispetto al calcio, la figura degli agenti dei ciclisti è nata solo di recente e resta ancora tutta da scoprire, etc.

Per questo può darsi che lo stipendio di Pogacar non sia davvero questo, ma che “l’unità di misura” sia scappata a mezza bocca a qualcuno vicino al team e sia stata raccolta dai giornalisti specializzati.

Euro più, euro meno, ci dà comunque la dimensione di quanto siano vincenti questo ciclista e la sua immagine, e quanto profondo sia il pozzo (petrolifero) a cui può attingere la squadra quando si tratta di siglare contratti importanti.

due ruote, una passione